DiagnosiLuglio 20263 min

L'inganno della Maturità: l'illusione valutativa e il vero bilancio dell'io

Un'analisi critica sull'Esame di Stato inteso come rito prettamente prestazionale, dove la quantificazione del voto rischia di oscurare il reale e tortuoso percorso di autoconsapevolezza e gestione della fragilità.

«Anacronistico» e «prestazionale». Si fa chiamare “Esame di Maturità”, ma di maturità ha ben poco.

Valorizzare lo studente nel suo percorso di crescita, umano e relazionale; mettere al centro l'individuo e non le nozioni: intenti più che nobili, sulla cui messa in pratica avrei però molto da ridire. Due prove scritte e un orale, colloquio ridotto ad una regolare interrogazione, parlano ben poco di pensiero critico e autonomia.

Il bilancio di questi 5 anni si consuma ben altrove, sul piano personale. Il percorso è stato tutt’altro che lineare, ma fatto di continue salite, tra ostacoli e fragilità che ho dovuto prima accogliere, domare e poi trasformare in un punto di forza.

Ciò che mi resta addosso non è la nozione, ma la consapevolezza delle mie capacità. Con questo bagaglio guardo al futuro e all’università.

Perché il bilancio di questi anni non sia un voto, ma uno slancio verso un futuro di cambiamento.