Tecnologia|27 luglio 2026|3 min

Oltre la BigTech: Steve Jobs, il Think Different e il senso perduto della tecnologia

Un'analisi sul manifesto del 1997 di Apple e su come la tecnologia possa tornare a essere un'opera d'arte e un'estensione del pensiero umano.

Quando pensiamo a un qualsiasi prodotto informatico, ciò che ci balza subito alla mente sono i soliti giganti: le BigTech, con il loro fardello di contraddizioni e i loro inimmaginabili profitti. Ma cos’è, davvero, la tecnologia? E soprattutto: quale dev’essere il suo più autentico, nobilissimo obiettivo?

Oggi, travolti dal consumo passivo, ce lo siamo dimenticati. Ma c’è stato un tempo in cui qualcuno vedeva nella tecnologia qualcosa di sacro: non un freddo calcolatore, ma un’estensione della mente umana, uno strumento per elevare la nostra stessa esistenza. Quest’uomo era Steve Jobs.

In molti, quando era in vita, non ne hanno compreso fino in fondo il messaggio. Non voleva assemblare una triste e grigia scatola; voleva scolpire una vera e propria opera d’arte. Soltanto un folle poteva inseguire un'idea simile. Qualcuno capace di strappare le regole, spezzare il conformismo dominante e spingere lo sguardo dove gli altri non osavano nemmeno guardare. È qui che risiede l'essenza stessa del Think Different, quell'eco che ancora oggi risuona ogni volta che evociamo la sua figura.


«Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo.»


Il suo non è stato un semplice slogan commerciale, ma un'eredità. Un invito chiaro, potente, che abbiamo il dovere morale di raccogliere e fare nostro. Attorno a noi sento crescere una disillusione strisciante e pericolosa: la rinuncia a credere che un cambiamento sia ancora possibile. Ed è questo, a mio parere, il pericolo più grande. Cosa resta dell’essere umano se lo spogliamo del sogno, della speranza, di quel feroce slancio verso il futuro?

Non possiamo arrenderci al grigio. Dobbiamo lottare, sempre, per custodire quella scintilla. Perché un’esistenza migliore non è solo possibile: è un traguardo che ci attende, per quanto la strada possa rivelarsi tortuosa.